Non chiamatelo programma

Questa mattina ho presentato, via fax, la mia candidatura alla Vice Presidenza Nazionale CRI, allegando un programma che definirei più un elenco di proposte.

Comunque andrà a finire, finalmente, avrà vinto la Democrazia che in un’Associazione come la CRI non può essere “latitante”.

Per chi ha voglia, di seguito il “programma-elenco”.

——————————-

 Premessa

Con l’emanazione del Decreto legislativo di riordino della Croce Rossa Italiana e con l’adozione degli Obiettivi Strategici 2020, sono stati stabiliti i confini in cui dovrà operare e crescere la Nostra Associazione.

Il Decreto legislativo recentemente approvato, pur contenendo molti obiettivi che per l’attuazione richiedono una tempistica stringente e complessa, ha posto al centro il primato della autodeterminazione dei Soci CRI nello scrivere il nuovo Statuto.

Quindi, i Vertici neo-eletti saranno chiamati alla stesura del nuovo Statuto, attuando l’indirizzo del Legislatore che ha voluto vedere nei Volontari i protagonisti attivi di questo straordinario processo di rinnovamento.

Saranno mesi importanti, sicuramente storici, in cui dobbiamo condividere con la professionalità, umiltà ed unità, tutte caratteristiche che sono nel DNA delle donne e degli uomini della Croce Rossa Italiana.

In questo anno di gestione non si potrà stravolgere il funzionamento della C.R.I., ma solo buttare giù le basi di una nuova organizzazione che produrrà frutti da cogliere nei prossimi anni.

Secondo il mio modo di vedere e “sentire” la CRI, da Socio, il Vice Presidente Nazionale dovrebbe impegnarsi ad attuare il programma del Presidente Nazionale eletto, senza alcuna remora o riserva mentale, in rispetto assoluto della scelta fatta dall’Assemblea Nazionale.

Tuttavia questo non gli potrà impedire di prodigarsi nel proporre al Presidente e all’Assemblea Nazionale il raggiungimento di determinati obiettivi e/o la realizzazione di alcuni progetti, come: 

1) Intensificare l’attività di diffusione delle utili e corrette informazioni a tutti i Soci CRI con continuità, trasparenza e capillarità.

2) Agevolare il lavoro per la stesura del nuovo Statuto, dove sia previsto:

a) elezione diretta di tutti i Vertici di Comitato, i quali, in fase di presentazione della candidatura, dovranno indicare i nominativi della proprio Staff (Vice Presidenti o Componenti Consiglio Direttivo);

b) organizzazione territoriale basata su tre livelli: Nazionale, Regionale e Locale, con possibilità dei Comitati Locali di accorparsi spontaneamente in strutture territoriali complesse, a seguito di realizzazioni di obiettivi e/o per esigenze territoriali (come es. accade nella formazione dell’Unione dei Comuni)

c) organizzazione di tipo federalista, con il Comitato Centrale che svolga compiti a carattere nazionale e internazionale ed i Comitati Regionali a cui siano delegati i compiti di controllo e garanzia a tutela dei Principi fondamentali del Movimento di Croce Rossa e Mezza Luna Rossa, dell’Emblema e dei Volontari;

d) Comitati Locali autosufficienti e autonomi, sia dal punto finanziario che amministrativo, responsabilizzando i Vertici dei Comitati stessi.

3) Modifica del Regolamento dei Volontari CRI con l’inserimento della figura del Delegato del Territorio in ogni Comune dove non ci sia una sede di Comitato, nominato dal Presidente del Comitato competente per territorio da una terna di nomi indicata dai Volontari appartenenti all’Unità CRI pertinente.

4) Creare una piattaforma informatica attraverso la quale, in modalità online, i Comitati potranno creare un proprio data base dei Soci con la possibilità di stampare Tesserini diidentificazione, attestati ed comunicazioni in cartaceo, inviare e-mail ed sms a tutti i Soci; inoltre, attraverso pagine web dedicate, i Comitati potranno reperire donazioni online per iniziative locali, favorire il pagamento delle quote associative, rendere pubbliche le somme raccolte e le modalità di utilizzo e ogni altra iniziativa precipua della CRI.

5) Organizzare su tutto il territorio nazionale Giornate di Studio e Informazione tematiche, relative alle proposte di Statuto e/o all’aggiornamento dei lavori sulla Riforma CRI.

6) Mettere in condizione tutti i Soci CRI di essere propositivi con la progettazione di iniziative ideate anche on line attraverso apposita piattaforma telematica.

7) Garantire ed elevare costantemente il livello di preparazione dei singoli Volontari:

a) attraverso periodici momenti di incontri tematici a cui potranno partecipare i Soci che per competenza specifica potranno aggiornarsi e/o riqualificarsi;

b) attraverso la messa in rete delle più significative iniziative informative e/o formative svolte sul territorio, che potranno essere trasmesse via streaming o via canale youtube.it, al fine di garantire la formazione a distanza ai Volontari.

8) Nomina dei Delegati Tecnici di Area attraverso una procedura trasparente che dia la possibilità al singolo Socio di proporsi ai Presidenti.

9) Costituzione di un Ufficio Nazionale dei Volontari, che, oltre a gestire il data base in cui dovranno confluire i dati dei Volontari con l’indicazione delle loro specializzazioni, dovrà essere il front-office per tutte quelle iniziative, non riguardanti l’Area Emergenza, che richiedano la partecipazione dei Volontari (ad es. Corsi Formazione Nazionali) e/o per fornire informazioni su istanze presentate dai singoli Soci presso gli Uffici del Comitato Centrale (ad es. rilascio attestati o benemerenze).

10) Il Vice Presidente, su delega del Presidente, potrà organizzare Videoconferenzeperiodiche (anche attraverso la piattaforma Skype o similari):

a) con i Presidenti dei Comitati, al fine di monitorare le situazioni ed approfondire questioni a carattere locale;

b) con i Volontari, al fine di rispondere a quesiti, recepire istanze e/o ascoltare proposte.

Non chiamatelo programmaultima modifica: 2013-01-12T20:06:23+00:00da eug-martello64
Reposta per primo quest’articolo

2 pensieri su “Non chiamatelo programma

  1. Ok Egenio, l’informatica e multimedialità per una CRI moderna e velocee alla portata di tutti nella nostra era contemporanea…
    E i vertici che non si addentreranno in ciò e ne sono refrattari approveranno questa essenziale e moderna innovazione?

  2. Vito, siamo nel 2013… se un vertice è refrattario a cose del genere, semplicemente non ha ragione di essere un vertice, così come dubito ci siano gruppi o comitati che non abbiano una casella di posta elettronica.
    Quindi… 😉

I commenti sono chiusi.