Cercasi visione, astenersi visionari

A volte mi fermo a contemplare le bellezze della Città in cui amo vivere e mi pongo sempre la stessa domanda:

Ma qual è l’Anima di Trani?

Non è una domanda retorica o accademica, ma è indispensabile per definire i confini del agire politico-gestionale.

Trani ha dimostrato nella sua Storia di avere un’Anima caleidoscopica, dove ritroviamo l’Agricoltura, l’attività Marinara, l’Artigianato, il Commercio, il Turismo, l’Industria e la Solidarietà.

Però nessuno di questi aspetti ha mai predominato sull’altro, anzi, spesso hanno convissuto insieme con pesi diversi a seconda dell’epoche storiche.

Inoltre, se guardiamo al passato della Città notiamo che tutte queste attività hanno avuto sempre un comune denominatore: l’innovazione e l’approccio futurista.

Ne sono esempio gli Statuti Marittimi, che hanno offerto le basi per la formazione del Diritto Italiano alla Navigazione; la Cattedrale, che rappresenta l’edificio più bello e celebrato del romanico pugliese; Giovanni Bovio, Repubblicano e attento alla difesa dell’umile e del bisognoso; Veldemaro Vecchi, Pioniere dell’editoria e della cultura in Puglia; per non dimenticare che nel 1893 Trani fu la prima città della Puglia ad essere illuminata ad energia elettrica e nel 1908 veniva creata l’Azienda Elettrica… e chissà quante altre cose che per ignoranza (la mia) e per distrazione (sempre la mia) ho omesso.

Oggi, in piena crisi economica e morale, Trani ha l’opportunità di svolgere il ruolo di “apri pista”, grazie alla sua Anima Innovativa e Futurista, diventando una delle prime Città dell’era post-petrolio e dell’economia dell’abbastanza.

Dove per “post-petrolio” si deve intendere una Città di transizione (non un eco-villaggio), dove la transizione non dovrà essere una moda passeggera ma che faccia sorgere in noi la consapevolezza dell’utilità del risparmio delle risorse energetiche, della tutela e valorizzazione del territorio e del recupero del patrimonio architettonico esistente; tutte obiettivi che contribuiscono ad aumentare i posti di lavoro.

Dove per “economia dell’abbastanza” si deve intendere una modus vivendi che porta i Cittadini ad accontentarsi di un insieme finito di bisogni, agendo solo in base a ciò di cui hanno necessità e senza cercare nuovi Bisogni che, spesso non fanno che trasformarli in servi del lusso, del superfluo, dell’apparire invece dell’essere.

Per fare tutto questo dobbiamo partire da quello che abbiamo: il nostro patrimonio ambientale, artistico e culturale; la vocazione artigianale ed alla produzione di qualità; la naturale predisposizione all’incremento dell’uso delle tecnologie; la consapevolezza che lo sviluppo economico porta occupazione e risorse per la promozione sociale.

Ma anche arrivare a ciò che non abbiamo: una Città che curi i servizi pubblici come strumento di benessere collettivo; una Città in cui l’amministrazione funzioni al servizio dei cittadini paritariamente considerati; una Città in cui tutti partecipino alla vita pubblica per manifestare le proprie aspirazioni e ricercare gli interessi comuni; una Città che non dimentichi che deve essere gradevolmente vissuta da residenti ed ospiti di tutte le età.

Insomma, come Cittadini dobbiamo cambiare “la capa” e non i “Capi” solo perché ne abbiamo un tornaconto personale.

Antenne Tempestose

L’Assessore annuncia azioni contro le Società di Telefonia.

Così, mentre a giugno u.s. il Comune rinnovava il contratto di locazione in uno spazio pubblico per ubicare un’Antenna, il tutto per evitare “liti” tra cittadini e Società telefoniche (Leggere 1763_delib.g.c.n.104_del_11.06.2015 Antenne Palazzetto); oggi decide di dare battaglia a questi Cattivoni.

 

Associazioni di promozione sociale. Termini per la presentazione delle relazioni sulle attività istituzionali

Le associazioni finanziate nell’annualità 2014 e risultate destinatarie del contributo di cui alla legge 438 del 1998, dovranno presentare al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali la relazione sul concreto perseguimento delle finalità istituzionali.

La scadenza per la presentazione è prevista il 31 maggio 2015.

“Il bene torna comune”. Al Sud 4 mln. per valorizzare beni culturali inutilizzati

La Fondazione CON IL SUD ha selezionato 14 beni inutilizzati, sugli oltre 220 proposti da enti pubblici e privati, per valorizzarli con proposte che vengono dal basso. Gli immobili ora fanno parte di un bando, pubblicato oggi sul sito web della Fondazione, rivolto alle non profit del territorio per identificare le migliori proposte di interventi socio-culturali, economicamente sostenibili e capaci di favorirne la piena fruizione da parte della collettività.

Il Bando, pubblicato sul sito della Fondazione (www.fondazioneconilsud.it) e su quello dedicato all’iniziativa (www.ilbenetornacomune.it), scade il 14 luglio 2015.

fondazione

I principi del Fundraising

Il Fundraising è un’attività strategica di reperimento di risorse finanziarie volta a garantire la sostenibilità, nel tempo, di una causa sociale e dell’organizzazione che la persegue, e a promuoverne lo sviluppo costante, affermando la “missione” dell’organizzazione stessa verso una molteplicità di interlocutori affinché investano risorse per raggiungere benefici sociali.