La piramide rovesciata

Di seguito riporto il programma con cui, supportato dai candidati consiglieri Grazia Pice, Renata Lomuscio, Miriam Di Trani, Bellifemine Mariangela, Paolo Cicolella, Savino Marmo, Pietro Franco Venezia, mi sono candidato alla Presidenza Comitato Regionale C.R.I. – Puglia.

Il nocciolo del programma si basa sulla centralità dei Comitati Locali C.R.I. nella futura Croce Rossa Italiana, che saranno i veri protagonisti dello sviluppo e della realizzazione delle attività.

PROGRAMMA STRATEGICO

Premessa

In qualità di Candidato alla Presidenza Regionale C.R.I. Puglia ritengo necessario allegare al presente Programma Strategico un mio breve curriculum vitae (Curriculum vitae Martello), affinché tutti i Soci C.R.I. della Puglia siano a conoscenza della mia esperienza in ambito di Croce Rossa e professionale.

Inoltre, ho suddiviso il presente programma in brevi paragrafi, dove traccio le linee guida a cui io ed i Candidati Consiglieri ci impegniamo a seguire nei prossimi 4 anni una volta eletti.

Il Ruolo del Comitato Regionale

Innanzitutto, il Comitato Regionale dovrà improntare tutto il proprio agire nel rispetto assoluto dei principi di Trasparenza, Economicità, Efficacia, Tempestività e Correttezza.

L’iter del passaggio da Ente Pubblico a Soggetto Privato della Croce Rossa è un dato di fatto incontrovertibile, per cui è doveroso per tutti lavorare ed impegnarsi affinché tale trasformazione non diventi un trauma, ma piuttosto un momento ricco di opportunità.

Tra le attività demandate al Comitato Regionale ci sono quelle di azione di controllo e coordinamento delle attività di Croce Rossa, nonché quello di indicare le strategie di indirizzo sui Comitati circa le attività da svolgere sul territorio.

Ebbene, tutte queste attività dovranno essere svolte previa analisi delle esigenze dei singoli territori, attraverso uno scambio quotidiano di informazioni con i Comitati Locali; quest’ultimi si dovranno sentire attori principali e non semplici esecutori di direttive decise altrove.

Quindi, è indispensabile che il Presidente e il Comitato Regionale dovranno operare in uno spirito di condivisione di intenti con i Presidenti dei Comitati Locali, oltre con quei Volontari che si faranno promotori di progetti innovativi in ambito socio-sanitario ed assistenziale.

Il reperimento delle risorse economiche

Con il completamento della trasformazione della Croce Rossa Italiana da ente pubblico a soggetto privato, causerà la cessazione di erogazioni economiche dello Stato in favore della C.R.I..

Anche se negli anni tali erogazioni sono diminuite progressivamente, con la conseguenza che molti Comitati Locali ed Unità periferiche hanno dovuto legare la propria sopravvivenza esclusivamente alla capacità di reperire finanziamenti dal territorio, tuttavia tali somme permettevano di mantenere una struttura organizzativa e finanziare alcune delle attività a carattere nazionale ed internazionale.

Tra due anni l’Associazione coprire i propri costi di gestione e di attività esclusivamente attraverso contributi economici di privati, i quali verseranno somme in favore della C.R.I. per ricevere un servizio o a titolo di donazioni allo scopo di vedere realizzare nuovi progetti in campo socio-sanitario.

Pertanto, i Comitati si dovranno attivare per reperire le risorse economiche ricorrendo a:

a)    Partecipazione a Gare d’appalto pubbliche per l’assegnazione dei servizi socio-sanitari da parte di Enti Pubblici (ASL, Comuni, Regione, Ministeri)

b)    Partecipazione a Bandi di Fondazioni private per la realizzazione di progetti socio-sanitari

c)    Attività di Fundraising

a)    Partecipazione a Gare d’appalto pubbliche

Con Delibera n. 32 del 20/01/2016, l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha emanato le linee guida per l’affidamento di servizi a Enti del terzo Settore e alle Cooperative Sociali, indicando alle Amministrazioni Pubbliche che l’individuazione dei soggetti chiamati a svolgere servizi sociali dovrà avvenire attraverso regole di selezione improntate a garantire effettive condizioni di concorrenza.

Infatti, l’ANAC prevede che l’affidamento della gestione dei servizi alla persona debba avvenire con procedure che rispettino i principi di trasparenza, imparzialità e concorrenza; in pratica, vanno sempre bandite delle gare d’appalto.

Tali gare, come prevede anche il nuovo codice degli Appalti recentemente emanato, saranno aggiudicate con “offerta economicamente più vantaggiosa”, cioè attraverso la valutazione dei progetti ed il ribasso sul prezzo del servizio messo a base d’asta.

Tutto questo comporterà per i Comitati Locali il dover operare in un settore totalmente nuovo, con la necessità di reperire al proprio interno Volontari in possesso dell’esperienza professionale in materia d’appalti pubblici.

Come è immaginabile, tali figure potranno saranno presenti tra personale volontario ma collocate in Comitati diversi e non in rete tra loro.

Pertanto, il Comitato Regionale si dovrà fare carico di riunire in un unico Team il Personale, Volontario e Dipendente, con l’esperienza e la preparazione utile alla partecipazione alle gare d’appalto; in tal modo, i Comitati locali avranno a costo zero le risorse umane per la partecipazione alle gare d’appalto che saranno pubblicate.

Infine, poiché potrebbe capitare che un Comitato sia interessato ad una determinata gara ma non sia in grado di partecipare per mancanza di un partner, il Comitato Regionale si dovrà fare carico di promuovere quella rete di accordi commerciali, anche con Soggetti Profit, al fine di agevolare la partecipazione alla gara.

b)   Partecipazione a Bandi di Fondazioni private

Come per le gare d’appalto, anche per partecipare ai Bandi pubblicati dalle Fondazioni è necessario la presenza di un Team di esperti che supporti i Comitati Locali.

Pertanto, il Comitato Regionale si dovrà fare carico di riunire in un unico Team il Personale, Volontario e Dipendente, con l’esperienza e la preparazione utile per progettare servizi oggetto dei Bandi, sempre a costo zero per i Comitati.

c)    Fundraising

Al fine di essere competitivi nel mondo del No Profit, i Comitati Locali dovranno fare ricorso in maniera professionale al Fundraising, abbandonando l’idea della semplice attività sporadica di “raccolta fondi” collegata al concetto della “beneficenza”.

Questo significherà considerare il Fundraising come «l’insieme delle attività di un soggetto collettivo volte a reperire le risorse economiche necessarie a raggiungere gli scopi che esso si propone, ovvero a rendere sostenibili le cause sociali da esso promosse. Si tratta di una attività strategica: il reperimento di risorse finanziarie è volto a garantire la sostenibilità di una organizzazione nel tempo e a promuovere il suo sviluppo costante».

Quindi, il Fundraising non è esclusivamente o principalmente una semplice pratica di raccolta fondi, ma piuttosto un approccio strategico che consente di attuare le attività e di programmare le iniziative future di una organizzazione.

Per fare questo il Comitato Regionale si dovrà impegnerà a:

- a formare i Volontari in materia di Fundraising;

- supportare i Comitati Locali al fine di mantenere l’organizzazione competitiva nel settore, esplorando nuovi canali ed opportunità;

- supervisionare l’elaborazione di progetti da proporre ai donatori, partendo dall’analisi del contesto e dei dati a disposizione dell’Associazione, per poter ricercare target e categorie definite di donatori a cui rivolgersi;

- pianificare, gestire, monitorare e valutare le azioni a livello regionale per la fidelizzazione dei donatori e per la massimizzazione dei risultati di raccolta fondi derivanti da attività di coinvolgimento attraverso cicli di comunicazione efficaci.

Il Presidente Regionale, personalmente, si dovrà farà carico di:

- gestire in prima persona relazioni strategiche con donatori già acquisiti, prevedendo incontri e meeting nonché azioni personalizzate, sempre al fine di finanziare le attività dei singoli Comitati;

- implementare lo sviluppo della campagna di raccolta fondi tramite lasciti testamentari e l’impostazione del ciclo di comunicazione dedicato ai donatori testamentari;

- gestire incontri con major donar (Grandi Donatori) al fine di reperire fondi da destinare alle attività dei Comitati Locali;

- garantire il flusso di informazioni rilevanti e allo scopo di creare sinergie efficaci tra i Comitati Locali.

Valorizzazione delle Risorse Umane

Le Organizzazioni che lavorano a livello locale, soprattutto quelle che producono o gestiscono servizi diretti alla persone, tipo i Comitati Locali C.R.I., sono consapevoli che il grado di percezione della propria autorevolezza in una comunità è determinata anche dal numero e della qualità del proprio personale.

Per tale ragione è necessario far sì che la “percentuale di abbandono” dei Volontari, soprattutto coloro che tendono a frequentare il solo corso base, dovrà essere contenuta nei limiti di percentuali basse e fisiologiche.

Per fare questo si deve implementare una efficace processo di “people raising”, in cui non bisognerà dimenticare che il Volontario è a tutti gli effetti un “donatore di tempo” e in quanto tale deve essere trattato come tutti gli altri donatori, perché i volontari non sono facilmente sostituibili e costituiscono un pezzo importante dell’organizzazione.

Inoltre, bisognerà tenere ben distinti i ruoli e le competenze tra Volontari e Personale Dipendente, i quali per natura e competenze sono due figure differenti e non sono interscambiabili tra loro.

I Volontari sono i primi “ambasciatori” e “rappresentanti” dell’Associazione verso l’esterno, creano un nuovo punto di vista interessato e motivato mettendo la propria esperienza proveniente dai più svariati campi professionali; i Dipendenti contribuiscono a valorizzare l’organizzazione per la competenza e la professionalità con cui svolgono il proprio servizio.

I Giovani

I Giovani di Croce Rossa rappresentano un elemento fondamentale, sono il futuro della CRI e della Società nel suo complesso e sono una risorsa preziosa che necessita di essere sempre più valorizzata. Voglio che i Giovani siano ambiziosi nei loro progetti, che le loro potenzialità emergano e vengano utilizzate appieno all’interno dei nostri comitati, facendo sì che si possa sempre di più consolidare la rete associativa.

La Croce Rossa Italiana infatti, in linea con le indicazioni della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, deve promuovere lo sviluppo del giovane e delle sue capacità. Per questo ritengo che sia fondamentale:

  • Incrementare il numero di volontari Giovani nei comitati;
  • Rappresentare le istanze dei volontari più giovani all’interno del consiglio del comitato regionale;
  • Attivare Percorsi Gioventù;
  • Favorire il più possibile la partecipazione del Giovani ai campi e alle giornate di formazione.

Ritengo che la formazione per i Giovani sia essenziale e che debba essere mantenuta e potenziata, valutando però i percorsi formativi con le esigenze formative del gruppo e individuando gruppi di persone in grado di gestire le diverse campagne tematiche.

Il Comitato Regionale fornirà tutto il supporto possibile, in particolare nell’ambito della comunicazione, affinché i progetti dei Giovani CRI possano avere il risalto che meritano.

Formazione

Il Comitato Regionale dovrà investire in maniera considerevole sia in termine economici che di tempo, allo scopo di far acquisire ai Volontari/Dipendenti C.R.I. un alto livello di preparazione, indispensabile per operare in un settore competitivo come quello del Non Profit.

Inoltre, una attenta ed aggiornata formazione potrà che essere l’artefice di progetti innovativi da realizzare nelle nostre Comunità.

In più, una formazione unitaria sull’intero territorio regionale sarà garanzia di un più efficace e semplice impiego contemporaneo di Volontari provenienti da Comitati differenti.

Infine, se il Comitato Regionale si farà carico della formazione e dell’aggiornamento dei Volontari e delle figure specializzate, come Formatori ed Istruttori, i Comitati Locali potranno azzerare dal proprio bilancio le spese relative alla formazione ed impiegare le risorse economiche resesi disponibili per altre esigenze.

Settore Emergenze

Tracciare il confine entro cui inserire le attività delle emergenze oggi, pur troppo, è sempre più difficile.

Fino a qualche anno fa, ad esempio, le problematiche di ingenti precipitazioni di pioggia erano eventi rari e causavano pochi danni; oggi, invece, complice anche la cattiva manutenzione del territorio le forti piogge creano sempre danni notevoli e disagi alla Popolazione.

Pertanto, le emergenze non sono più quelle classiche: incendio o territorio, ma sono molteplici grazie ai problemi Ambientali, per non parlare di quelli geo-politici che comunemente chiamiamo “emergenza immigrati”.

In questo quadro in continuo mutamento delle situazioni di criticità, il settore emergenza deve essere pronto sia dal punto di vista dei mezzi da utilizzare che nella preparazione e aggiornamento del proprio personale.

Pertanto, il Comitato Regionale si dovrà fare carico di mettere sempre più in rete i Comitati Locali, oltre che formare il personale della Regione in maniera uniforme.

Revisione ed attuazione del piano di P.C. in modo da poter avere un elemento di riferimento per il personale CRI in materia di P.C. a livello regionale.

Inoltre avviare un censimento delle attuali disponibilità di risorse (personale, attrezzature e mezzi) della Croce Rossa nell’intero territorio pugliese, in modo da poter organizzare e svolgere servizio di assistenza socio-sanitaria nelle occasioni di calamità e nelle situazioni di emergenza.

Infine, il Comitato Regionale si dovrà attivare per reperire mezzi e strumenti da affidare ai Comitati per affrontare le emergenze locali nonché interagire e dialogare maggiormente con la struttura Protezione Civile della Regione Puglia.

Sviluppo Comitati Locali

La nuova veste giuridica di Associazione Promozione Sociale dei Comitati Locali e la soppressione dei Comitati Provinciali, trasformati in Comitati Locali, caratterizza la Croce Rossa Italiana del futuro in un’Associazione che avrà una sempre più capillare presenza sul territorio.

Pertanto, il Comitato Regionale dovrà essere al fianco di quei Soci che con il loro impegno ed sacrificio creano i presupposti alla nascita nuovi Comitati.

Acquisizione di Beni Immobili ed mobili

Lo sviluppo ed anche il consolidamento delle attività in ambito del Non Profit deve fare i conti con la disponibilità di strutture ed attrezzature, che oggi in Puglia sono insufficienti rispetto al potenziale umano a disposizione dell’Associazione.

Pertanto, il Comitato Regionale dovrà istituire un apposito ufficio al fine di reperire i beni mobili ed immobili confiscati o sequestrati, affinché siano affidati ai singoli Comitati Locali lo svolgimento delle proprie attività.

Comunicazione

Spesso le attività della Croce Rossa Pugliese non hanno abbastanza visibilità, nonostante l’impegno di molti nostri Colleghi nell’utilizzo di internet ed i social come Facebook.

Poiché il mondo della comunicazione si sviluppa attraverso molteplici strumenti ed affinché un messaggio arrivi ad una fascia sempre maggiore di persone, sarà necessario l’utilizzarli di tutti.

Pertanto, sarà necessario organizzare articolate campagne di comunicazione a livello regionale anche impiegando risorse economiche.

Naturalmente, il ritorno di immagine dovrà essere a beneficio dei Comitati Locali, in modo che potranno trovare un opinione pubblica informato sulla loro mission ed attività sul territorio.

Manifestazioni a carattere Regionale

Naturalmente non potranno mancare eventi a carattere regionale che, oltre ad essere dei momenti di formazione, dovranno essere utile alla condivisione di esperienze tra i Volontari.

Il numero e la frequenza degli eventi sarà direttamente proporzionale alle proposte che verranno avanzate dai Comitati Locali ed alle risorse che si avranno a disposizione, ma sicuramente quelle che il Comitato Regionale dovrà realizzare saranno le seguenti:

-       Raduno Regionale dei Volontari C.R.I. della Puglia;

-       Gara di Primo Soccorso tra squadre dei Comitati Locali della Puglia;

-       Premio “Precursori della Croce Rossa: Ferdinando Palasciano”, dedicato ai Volontari Cri della Puglia e alle personalità del mondo della cultura i cui vincitori saranno scelti dai Volontari stessi della Puglia;

-       Concorso per le scuole “La Croce Rossa per me”, indirizzato in particolare alle scuole primarie e secondarie di I grado, per diffondere l’idea della Croce Rossa e gli ideali umanitari tra le nuove generazioni;

-       Previa autorizzazione della famiglia del Collega scomparso, verrà istituito una Premio Fotografico “Giuseppe Cambrai”, aperta ai Fotografi Professionisti ed Amatori per raccontare attraverso foto le attività dei Volontari della Croce Rossa Italiana della Puglia. La premiazione dei vincitori sarà preceduta da una mostra allestita con i lavori di tutti i partecipanti al Concorso.

Il volo del Gufetto

Tanti non lo sanno ma ho avuto l’onore di scrivere sul blog di Giovanni Ronco “tranironco.it“, con una mia Rubrica “Il Gufetto a Km Zero”.

Come dicevo, oltre che un onore è stato un piacere comunicare con un ampio numero di miei Concittadini, anche se il mio cuore resta qui in Martelblog.

Il primo articolo pubblicato l’ho dedicato ad una Grande Persona: Don Tommaso Palmieri.

Il post è risultato condiviso su Facebook da quasi 500 persone… è già, sono in tanti che lo ricordano.

Sono seguiti e seguiranno altri post su tranironco.it, fino a quando il simpatico Padrone di Casa (Giovanni) vorrà.

A me non resta che trovare argomenti interessanti da trattare.

Naturalmente, Martelblog non andrà in liquidazione!

Quindi, restate connessi su tranironco.it e Martelblog.

Cercasi visione, astenersi visionari

A volte mi fermo a contemplare le bellezze della Città in cui amo vivere e mi pongo sempre la stessa domanda:

Ma qual è l’Anima di Trani?

Non è una domanda retorica o accademica, ma è indispensabile per definire i confini del agire politico-gestionale.

Trani ha dimostrato nella sua Storia di avere un’Anima caleidoscopica, dove ritroviamo l’Agricoltura, l’attività Marinara, l’Artigianato, il Commercio, il Turismo, l’Industria e la Solidarietà.

Però nessuno di questi aspetti ha mai predominato sull’altro, anzi, spesso hanno convissuto insieme con pesi diversi a seconda dell’epoche storiche.

Inoltre, se guardiamo al passato della Città notiamo che tutte queste attività hanno avuto sempre un comune denominatore: l’innovazione e l’approccio futurista.

Ne sono esempio gli Statuti Marittimi, che hanno offerto le basi per la formazione del Diritto Italiano alla Navigazione; la Cattedrale, che rappresenta l’edificio più bello e celebrato del romanico pugliese; Giovanni Bovio, Repubblicano e attento alla difesa dell’umile e del bisognoso; Veldemaro Vecchi, Pioniere dell’editoria e della cultura in Puglia; per non dimenticare che nel 1893 Trani fu la prima città della Puglia ad essere illuminata ad energia elettrica e nel 1908 veniva creata l’Azienda Elettrica… e chissà quante altre cose che per ignoranza (la mia) e per distrazione (sempre la mia) ho omesso.

Oggi, in piena crisi economica e morale, Trani ha l’opportunità di svolgere il ruolo di “apri pista”, grazie alla sua Anima Innovativa e Futurista, diventando una delle prime Città dell’era post-petrolio e dell’economia dell’abbastanza.

Dove per “post-petrolio” si deve intendere una Città di transizione (non un eco-villaggio), dove la transizione non dovrà essere una moda passeggera ma che faccia sorgere in noi la consapevolezza dell’utilità del risparmio delle risorse energetiche, della tutela e valorizzazione del territorio e del recupero del patrimonio architettonico esistente; tutte obiettivi che contribuiscono ad aumentare i posti di lavoro.

Dove per “economia dell’abbastanza” si deve intendere una modus vivendi che porta i Cittadini ad accontentarsi di un insieme finito di bisogni, agendo solo in base a ciò di cui hanno necessità e senza cercare nuovi Bisogni che, spesso non fanno che trasformarli in servi del lusso, del superfluo, dell’apparire invece dell’essere.

Per fare tutto questo dobbiamo partire da quello che abbiamo: il nostro patrimonio ambientale, artistico e culturale; la vocazione artigianale ed alla produzione di qualità; la naturale predisposizione all’incremento dell’uso delle tecnologie; la consapevolezza che lo sviluppo economico porta occupazione e risorse per la promozione sociale.

Ma anche arrivare a ciò che non abbiamo: una Città che curi i servizi pubblici come strumento di benessere collettivo; una Città in cui l’amministrazione funzioni al servizio dei cittadini paritariamente considerati; una Città in cui tutti partecipino alla vita pubblica per manifestare le proprie aspirazioni e ricercare gli interessi comuni; una Città che non dimentichi che deve essere gradevolmente vissuta da residenti ed ospiti di tutte le età.

Insomma, come Cittadini dobbiamo cambiare “la capa” e non i “Capi” solo perché ne abbiamo un tornaconto personale.

Auguri ai Dipendenti dei Corruttori

Un augurio speciale voglio dedicarlo ai dipendenti di quelle Aziende, che nell’arco del 2015 hanno corrotto per garantirsi il proprio benessere a discapito di chi ha gioca pulito.

Questi dipendenti stasera brinderanno all’anno nuovo, dimenticando che il loro stipendio, aumentato dalla tredicesima, è frutto solo di un inganno.

Magari disquisiranno con i loro ospiti che in Italia è tutto uno schifo ed un “magna-magna”, posizionadosi in quella parte della Popolazione onesta e laboriosa… ma non è così.

Chi è consapevole che la propria azienda corrompe per vincere le commesse o per piazzare al meglio il proprio prodotto, è complice dei Corruttori.

Cari Dipendenti dei Corruttori, fate bene a festeggiare perchè quest’anno vi è andata di lusso, ma cosa accadrà nel 2016 quando il vostro Capo-Corruttore incontrerà uno che corromperà più di lui?

Già perchè la corruzione è un’asta a chi offre “di più” in termine di danaro e “di meno” in dignità, dove non vince mai il migliore.

Simpatici Dipendenti dei Corruttori, state sereni e felici che la dignità l’avete persa nel 2015 e nel 2016…

Cluedo natalizio

Pensavo…

Certo che tra pastori scomparsi, furti al presepe, incendio misterioso ed un assessore con le mani nei capelli (che non ha), abbiamo avuto delle Festività Natalizie movimentate.

Però, potrebbe essere l’idea innovativa per il Natale 2016.

Immaginate: l’8 Dicembre si innaugura il Presepe in Piazza, nascondiamo il bue o l’asinello (a seconda del messaggio politico che vogliamo dare)  e passiamo le vacanze natalizie ad indagare sulla scomparsa.

Non male, il primo Cluedo Natalizio in scala naturale.

Antenne Tempestose

L’Assessore annuncia azioni contro le Società di Telefonia.

Così, mentre a giugno u.s. il Comune rinnovava il contratto di locazione in uno spazio pubblico per ubicare un’Antenna, il tutto per evitare “liti” tra cittadini e Società telefoniche (Leggere 1763_delib.g.c.n.104_del_11.06.2015 Antenne Palazzetto); oggi decide di dare battaglia a questi Cattivoni.

 

Volontariato, il Partner migliore nelle Gare d’appalto

Il Consiglio di Stato con la Sentenza n. 5249/2015 del 17/11/2015 è tornato ad occuparsi della possibilità delle organizzazioni di volontariato di concorrere nell’affidamento degli appalti pubblici per l’affidamento di servizi.

I Giudici di Palazzo Spada, confermando l’orientamento maggioritario in giurisprudenza che ritiene possibile la partecipazione di una organizzazione di volontariato a gare ad evidenza pubblica, hanno stabilito la possibilità di impiegare personale volontario per l’espletamento dei servizi oggetto di appalto.

In teoria tale Sentenza potrebbe mettere in pericolo la par condicio tra i concorrenti, nel caso in cui tra di loro ci sia una organizzazione di volontariato, consentendo a quest’ultima l’impiego di personale volontario con la conseguente formulazione di un’offerta economica più vantaggiosa rispetto ai soggetti ‘‘lucrativi’’.

Ma tale pericolo, secondo me, non sussiste se contestualmente si prende in considerazione l’ordinanza n.23890 del 23/11/2015 dalla Cassazione.

Infatti, la Suprema Corte ha stabilito l’illegittimità dei rimborsi con criteri forfettari da parte dell’associazione di volontariato ai propri associati, prevedendo solo rimborsi a seguito di “spese documentate”; in questo modo, i Giudici hanno voluto impedire che i “rimborsi forfettari” potessero mascherare l’erogazione di un compenso.

Pertanto, i soggetti profit non dovranno vedere nelle organizzazioni di volontariato dei competitor pericolosi, ma piuttosto dei validi partner per migliorare la qualità dei propri servizi e redigere delle innovative offerte tecniche con costi contenuti.

Vado contro l’UNITALSI #sischerza

Sono d’accordo al 50% su quanto evidenziato dall’amico Presidente dell’UNITALSI di Trani Tonino Lacalamita sul blog TraniRonco.it.

Concordo che tutti i Soggetti No-Profit, ma proprio tutti, usano il periodo temporale delle festività natalizie per reperire fondi per la propria sostenibilità, ma il Presidente si limita ad ironizzare sui “Cittadini che “si sono fatti furbi”, senza approfondirne le ragioni.

Se i Cittadini fuggono come le renne di Babbo Natale è anche colpa nostra, visto l’approsimazione con cui noi (Operatori No-Profit) concepiamo la raccolta fondi.

Ora, escluso i presenti (virtuali), sono poche le Organizzazioni che hanno un approccio efficente ed efficace nel reperire i fondi, che significa avere sempre un canale comunicativo attivo con i propri Donatori, iniziando sul “come” sono stati impiegati i soldi raccolti.

Sia chiaro, non è che la mancata informazione è sintomo di “truffarella”, ma piuttosto indice di non voler impiegare risorse economiche per l’informazione, considerandola inutile e antieconomica per l’Associazione stessa.

Invece, quella mancata informazione genere nei Cittadini-Donatori il concetto “siete tutti uguali, perché tutti cercate soldi”, che produce meno donazioni e di conseguenza meno informazioni, in un continuo e deleterio circolo vizioso.

Quindi, all’Amico Presidente consiglio di promuovere un Fundraising professionale, magari consigliando la lettura del Manifesto per un nuovo Fundraising, recentemente pubblicato.

E magari sarà tre volte natale e festa tutto l’anno